Innovazione e sostenibilità al Convegno Internazionale AIIA2025


Un palcoscenico di eccellenza per l’ingegneria agricola europeaA Stage of Excellence for European Agricultural Engineering

Dal 21 al 24 settembre 2025, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha ospitato la Conferenza Internazionale AIIA 2025, l’appuntamento più atteso per la comunità scientifica dell’ingegneria agraria italiana ed europea. Organizzata dall’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria (AIIA), la conferenza rappresenta un momento cruciale di confronto sulle sfide della transizione verde nel settore primario, riunendo ricercatori, innovatori e professionisti da tutto il continente.

Il programma scientifico ha spaziato dall’idraulica agraria alla meccanizzazione intelligente, dalle costruzioni rurali alla valorizzazione energetica, affrontando temi strategici come il cambiamento climatico, la gestione sostenibile delle risorse idriche, la precision farming e l’economia circolare applicata all’agroalimentare. Un’occasione unica per condividere ricerche d’avanguardia e soluzioni tecnologiche che stanno ridefinendo il futuro dell’agricoltura mediterranea ed europea.


Agritech protagonista: trasformare gli scarti oleari in energia pulita

In questo contesto di alta rilevanza scientifica, il Biomass & Waste Management Group del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino ha presentato i risultati di una ricerca innovativa condotta nell’ambito dello Spoke 6 del Centro Nazionale Agritech, dedicato ai sistemi zootecnici sostenibili e alla mitigazione dell’impatto ambientale.

La sfida ambientale dell’industria olearia

Il processo di estrazione dell’olio d’oliva genera enormi quantità di sottoprodotti in periodi concentrati dell’anno, rappresentando una problematica ambientale significativa nelle aree mediterranee. I sistemi di estrazione producono tre tipologie principali di residui:

  • Sansa esausta (DOP): residuo solido del sistema a tre fasi
  • Acque di vegetazione (OMWW): effluente liquido generalmente sparso negli oliveti
  • Sansa umida (WOP): prodotto esclusivo del sistema a due fasi

Questi biomateriali presentano caratteristiche chimiche critiche – basso pH, alto contenuto di solidi volatili e polifenoli – che, se gestiti in modo improprio, possono impattare negativamente sulle proprietà del suolo e sulla qualità delle acque.

La soluzione: digestione anaerobica per il recupero energetico

Obiettivo della ricerca? Trasformare un problema ambientale in un’opportunità energetica ed economica attraverso la digestione anaerobica (AD), un processo biotecnologico che consente il recupero energetico tramite produzione di biogas e digestato di qualità.

Lo studio si è concentrato sulla valorizzazione energetica di campioni di OMWW, DOP e WOP attraverso il processo AD, investigando il Potenziale Biologico di Metano (BMP) e le dinamiche di produzione del biogas.

Metodologia e risultati straordinari

I ricercatori guidati da Martina Friuli, L. Celi ed Elio Dinuccio hanno condotto prove batch di laboratorio seguendo le linee guida ufficiali UNI/TS 11703:2018 in condizioni mesofile per 40 giorni, utilizzando la frazione liquida di digestato tipico come inoculo. Ogni trial è stato eseguito in quadruplo, con una miscela di biomassa e inoculo in rapporto 1:2 sul contenuto di solidi volatili.

I risultati sperimentali hanno evidenziato performance eccezionali:

  • La sansa umida senza nocciolino (WOP) ha raggiunto il valore BMP più elevato: 576 litri normalizzati per kg di solidi volatili
  • Le acque di vegetazione (OMWW) hanno registrato 541 LN/kgVS
  • Il contenuto medio di metano nel biogas prodotto si è attestato al 58% per entrambe le biomasse

Questi valori rappresentano un potenziale energetico straordinario, dimostrando come i residui oleari possano essere trasformati in una fonte affidabile di energia rinnovabile.

Concrete Impacts for the Sector

I benefici dell’approccio circolare:

  • Riduzione drastica dell’impatto ambientale della filiera olivicola mediterranea
  • Generazione di biogas ad alto rendimento utilizzabile per produrre energia elettrica e termica a km zero
  • Produzione di digestato come ammendante organico di qualità, riducendo la dipendenza da fertilizzanti chimici
  • Chiusura del ciclo dei nutrienti con restituzione della sostanza organica al suolo
  • Nuovi modelli di business per le aziende olearie basati sull’economia circolare
  • Contributo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione del settore agricolo italiano

Dalla ricerca al territorio

La ricerca dello Spoke 6 Agritech dimostra concretamente come la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese – pilastro fondamentale del progetto PNRR – possa tradursi in soluzioni tecnologiche applicabili immediatamente sul territorio. L’Italia, primo produttore europeo di olio d’oliva, può trasformare i propri scarti oleari in una risorsa energetica strategica, creando valore economico e ambientale lungo tutta la filiera.

La partecipazione di Agritech ad AIIA 2025 conferma il ruolo centrale del Centro Nazionale nel guidare la transizione ecologica del settore primario, portando la ricerca italiana agli standard più avanzati del panorama europeo e contribuendo attivamente alla realizzazione di un sistema agroalimentare resiliente, competitivo e rispettoso dell’ambiente.

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