Living Lab Spoke 4

Living Lab: Water, Carbon and their nexus

Il Living Lab Water, Carbon and their nexus è una rete multi-attore finalizzata a ottimizzare la gestione irrigua e incrementare il contenuto di carbonio organico nei suoli attraverso pratiche agronomiche innovative. Il LL è articolato su più livelli, che integra una dimensione sistemica e una applicativa/aziendale; le aziende agricole effettuano sperimentazioni aziendali, integrando ricerca e fornitori di tecnologia per sviluppare, testare e validare strategie di gestione dell’acqua e del suolo, sistemi di supporto alle decisioni e itinerari tecnici basati su cover crop, fertilizzazione organica e gestione innovativa delle infestanti. Tutte le attività del LL sono state di supporto per la creazione di una piattaforma digitale sviluppata appositamente per supportare attività di co-sviluppo dell’innovazione nel settore agricolo.

Inquadramento dei Living Lab dello Spoke 4

Livello sistemico – Living Lab di Spoke 

Il Living Lab “Water, Carbon and their nexus” rappresenta il livello di coordinamento scientifico e metodologico dello Spoke 4. Esso:

  • definisce i quadri concettuali e metodologici per la gestione integrata di acqua e carbonio;
  • sviluppa e valida strumenti, indicatori e sistemi di supporto alle decisioni;
  • coordina una rete di aziende pilota e attori territoriali;
  • garantisce la trasferibilità dei risultati a scala regionale, nazionale ed europea.
Livello applicativo – Living Lab aziendali 

All’interno di questo quadro si collocano i Living Lab aziendali, tra cui il Living Lab Cestaro – Acqua Veneto, che operano come nodi territoriali di sperimentazione on-farm (OFE). Tali Living Lab:

  • applicano in condizioni reali le metodologie sviluppate a livello di Spoke;
  • producono evidenze operative su pratiche irrigue, DSS, innovazione varietale e adattamento climatico;
  • facilitano il trasferimento diretto di conoscenze e competenze agli agricoltori.
Relazione tra i livelli 

I Living Lab aziendali non costituiscono iniziative autonome, ma componenti operative integrate del Living Lab di Spoke.

La relazione è di tipo gerarchico e funzionale:

Spoke 4 Living Lab “Water, Carbon and their nexus” (livello sistemico)

  • Living Lab Cestaro – Acqua Veneto (livello aziendale / dimostrativo OFE mais)
  • Living Lab La Fagiana – Acqua Veneto (aziendale / OFE riso)
  • Living Lab Podere Fiorentina (aziendale / suolo-carbonio)
  • Living Lab Acqua-FVG (territoriale / rete OFE)

Questa architettura consente di coniugare sviluppo metodologico, sperimentazione sul campo e trasferibilità, rafforzando la coerenza complessiva dello Spoke 4 e la sua capacità di incidere sui processi di transizione ecologica dell’agricoltura.

Mappa concettuale Spoke 4 – Living Lab CN Agritech e Water, Carbon Nexus
Fabbisogno affrontato: 

Ottimizzare la gestione irrigua e la sostenibilità dei sistemi colturali, riducendo l’impatto ambientale e preservando o incrementando il carbonio organico nei terreni erbacei e arborei, migliorando la multifunzionalità dei suoli attraverso strumenti condivisi e strategie innovative; valutare l’interazione tra sostanza organica e gestione irrigua e sviluppare indicatori di adattamento climatico per massimizzare la multifunzionalità dei sistemi agricoli e forestali.

Metodo di intervento

Gestione irrigua: 
  • Sperimentazioni aziendali con ibridi di mais tolleranti alla siccità, di diverse classi di precocità, per valutarne l’efficacia nella produzione in condizioni di carenza idrica.
  • Test di metodi irrigui a bassa portata (microirrigazione) e impianti di aspersione (rainger e rotolone) per valutare l’irrigazione del mais in scenari di cambiamento climatico e l’affidabilità dei DSS basati su dati satellitari.
  • Applicazione e verifica di sistemi DSS per individuare il momento irriguo ottimale.
Tecniche agronomiche e gestione suolo: 
  • Impiego di cover crop, fertilizzazione organica, gestione dei residui colturali e controllo innovativo delle infestanti per:
    1. Determinare gli scambi gassosi e l’evoluzione del contenuto idrico del suolo.
    2. Valutare il contributo delle cover crop all’accumulo di carbonio organico.
    3. Quantificare l’effetto sulla biodiversità microbica e fungina.
    4. Analizzare la competizione per l’acqua tra coltura da reddito e cover crop.
    5. Valutare l’impatto sulla resa delle colture da reddito.
    6. Misurare la capacità del suolo di trattenere acqua in relazione al contenuto di sostanza organica.
  • Raccolta e analisi dei dati per efficienza idrica, impronta di
  • carbonio, bilancio dei nutrienti e occupazione del suolo.
  • Supporto alla creazione di una piattaforma digitale per il co-sviluppo di innovazione agricola.
Risultati ed output 
  • Raccolta e analisi dati per aumentare l’efficienza dell’uso dell’acqua, valutare impronta di carbonio, bilancio dei nutrienti e occupazione del suolo.
  • Sviluppo e validazione di pratiche irrigue e colturali ottimizzate.
  • Aumento dell’efficienza idrica e riduzione dell’impronta di carbonio.
  • Creazione di indicatori di adattamento climatico e multifunzionalità dei sistemi agricoli.
  • Piattaforma digitale per supporto alle decisioni e co-sviluppo di innovazione
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile su diverse colture erbacee e arboree e in differenti contesti territoriali. I principali stakeholder e beneficiari delle attività del Living Lab includono: agricoltori, tecnici, enti di assistenza tecnica in agricoltura, decisori politici, associazioni di categoria e cittadini delle aree interessate dalle attività del Living Lab.

Enti coinvolti 
  • Università degli Studi di Padova;
  • Università degli Studi di Udine;
  • Università degli Studi di Torino;
  • Libera Università di Bolzano;
  • CNR; Regione Veneto;
  • ERSA – Friuli Venezia Giulia;
  • Consorzio di Bonifica Veneto Orientale;
  • Agrin;
  • Netafim;
  • Pioneer-Corteva;
  • Bioman Spa;
  • Seminart Srl;
  • Studio tecnico Dott. Agr. Maurizio Leoni;
  • Azienda agricola La Fagiana; Azienda agricola Ettore Martometti;
  • Consorzio di Agricoltori; aziende agricole rappresentative di cerealicoltura, zootecnia e castanicoltura.
Enti potenzialmente coinvolgibili 

Aziende agricole; decisori politici; enti di assistenza tecnica; associazioni di categoria; consorzi di bonifica; ente nazionale risi; startup e aziende del settore agroecologico; aziende che producono e/o commercializzano strumenti per il diserbo localizzato; aziende sementiere; aziende produttrici di impianti irrigui; aziende produttrici di macchine per la gestione delle cover crop o adattabili alla gestione delle cover crop; comunità locali interessate alla tutela del paesaggio e alla riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura.

Di seguito sono elencati tutti i living lab che sono stati realizzati sul territorio italiano all’interno della rete dello Spoke 4.

Living Lab Cestaro

Il Living Lab Cestaro inserito nella cornice territoriale “Acqua-Veneto”, è un Living Lab aziendale basato su sperimentazione on-farm (OFE) finalizzato all’ottimizzazione della gestione irrigua e produttiva del mais. Il LL si fonda su una stretta collaborazione tra agricoltori e ricercatori e integra tecnologie digitali, piattaforme di supporto alle decisioni e innovazione varietale per migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e la sostenibilità produttiva.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di massimizzare le rese colturali riducendo gli input irrigui, in un contesto di crescente variabilità climatica, attraverso strumenti affidabili di supporto alle decisioni e pratiche irrigue validate in condizioni reali di campo.

Metodo di intervento 
  • sperimentazione on-farm su larga scala presso l’azienda agricola Fratelli Cestaro;
  • confronto tra diversi impianti irrigui per aspersione (rainger e rotolone);
  • valutazione della produttività dell’acqua in differenti annate meteorologiche;
  • utilizzo di piattaforme di agricoltura digitale basate su dati satellitari;
  • impiego di sonde per l’umidità del suolo e modelli di stima dell’evapotraspirazione;
  • analisi delle densità di semina ottimali per nuovi ibridi di mais;
  • trasferimento di competenze tecniche agli agricoltori coinvolti.
Risultati ed output 
  • validazione delle prestazioni di sistemi irrigui per la coltura del mais;
  • miglioramento dell’efficienza nell’uso dell’acqua irrigua;
  • verifica dell’affidabilità di DSS basati su dati satellitari;
  • indicazioni operative su momento irriguo e densità di semina ottimali;
  • produzione di evidenze utili all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altre aziende maidicole e in contesti agricoli caratterizzati da vincoli idrici. L’approccio OFE e Living Lab è applicabile a programmi di gestione sostenibile dell’acqua, agricoltura digitale e adattamento climatico a scala regionale e nazionale.

Enti coinvolti 

Azienda agricola Fratelli Cestaro (provincia di Rovigo).

Enti potenzialmente coinvolgibili 
  • Piattaforme per l’agricoltura digitale e dss;
  • ditte sementiere; ulteriori aziende agricole e attori delle filiere cerealicole.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Living Lab “La Fagiana”

Il Living Lab “La Fagiana”, inserito nella cornice territoriale “Acqua-Veneto”, è un Living Lab aziendale basato su sperimentazione in pieno campo finalizzato all’ottimizzazione della gestione irrigua del riso. Il LL integra azienda agricola, ricerca e supporto tecnico per valutare l’applicabilità di metodi irrigui alternativi alla sommersione tradizionale, con particolare attenzione alla microirrigazione e alla sostenibilità nell’uso della risorsa idrica.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di ridurre i consumi idrici nella risicoltura, in un contesto di crescente scarsità della risorsa acqua e di competizione tra usi, garantendo al contempo adeguati livelli produttivi e favorendo l’estensione della coltivazione del riso in contesti non tradizionalmente sommersi.

Metodo di intervento 
  • sperimentazione in pieno campo su larga scala (circa 35 ha);
  • confronto tra due metodi irrigui per il riso: sommersione e microirrigazione;
  • calcolo del bilancio idrico associato ai diversi sistemi irrigui;
  • definizione di coefficienti colturali specifici per l’area prossima alla Laguna Veneta;
  • collaborazione strutturata tra azienda agricola, tecnici e ricercatori;
  • attività di diffusione e trasferimento di pratiche irrigue sostenibili.
Risultati ed output 
  • valutazione della risposta produttiva del riso ai diversi metodi irrigui;
  • quantificazione dei risparmi idrici ottenibili tramite microirrigazione;
  • sviluppo di coefficienti colturali specifici per il contesto territoriale;
  • produzione di evidenze operative per la risicoltura sostenibile;
  • rafforzamento delle competenze tecniche degli operatori coinvolti.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altri contesti risicoli e in aree caratterizzate da limitata disponibilità idrica. L’approccio supporta strategie di gestione sostenibile dell’acqua, adattamento ai cambiamenti climatici e innovazione della risicoltura a scala regionale e nazionale.

Enti coinvolti 
  • Azienda agricola La Fagiana;
  • Studio tecnico Dott. Agr. Maurizio Leoni;
  • Consorzio di Bonifica Veneto Orientale;
  • Dipartimento DAFNAE – Università di Padova.
Enti potenzialmente coinvolgibili 

Netafim; Legambiente; Ente Nazionale Risi; ulteriori aziende risicole e attori istituzionali interessati alla gestione sostenibile della risorsa idrica.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Living Lab “Podere Fiorentina”

Il Living Lab “Podere Fiorentina” (Spoke 4), inserito nelle cornici territoriali “Carbonio-Veneto” e “Acqua-Veneto”, è un Living Lab aziendale orientato alla gestione integrata di suolo e acqua come leve di adattamento ai cambiamenti climatici. Il LL si concentra sull’incremento della sostanza organica del suolo per migliorare la capacità di ritenzione idrica, la resilienza degli agroecosistemi e l’efficienza irrigua nelle colture di soia e mais.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di aumentare la resilienza dei sistemi agricoli in territori di bonifica soggetti sia a eccessi idrici sia a periodi di siccità, valorizzando il ruolo del suolo come infrastruttura naturale capace di trattenere acqua, ridurre i rischi idraulici e sostenere la produttività agricola.

Metodo di intervento 
  • applicazione di pratiche agronomiche finalizzate all’incremento della sostanza organica del suolo;
  • integrazione di tecniche quali fertilizzazione organica e cover crop;
  • valutazione della capacità del suolo di trattenere acqua in relazione al contenuto di carbonio organico;
  • sviluppo di un’applicazione digitale per migliorare l’efficienza dell’irrigazione in soia e mais;
  • collaborazione tra università, consorzio di bonifica e imprese fornitrici di tecnologie e input agricoli;
  • attività di diffusione e trasferimento di pratiche sostenibili di gestione del suolo.
Risultati ed output 
  • incremento del contenuto di sostanza organica del suolo;
  • miglioramento della capacità di ritenzione idrica e della funzione di “diga diffusa” del suolo;
  • aumento dell’efficienza irrigua nelle colture di soia e mais;
  • sviluppo di uno strumento digitale di supporto alle decisioni irrigue;
  • produzione di evidenze operative per la gestione sostenibile del suolo in aree di bonifica.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altri territori di bonifica e in contesti agricoli vulnerabili a eventi climatici estremi. L’approccio supporta politiche di gestione integrata acqua-suolo, adattamento climatico, carbon farming e innovazione agroecologica a scala regionale e nazionale.

Enti coinvolti 

Consorzio di Bonifica Veneto Orientale;

Dipartimento DAFNAE – Università di Padova;

Netafim; Pioneer-Corteva; Bioman Spa; Seminart Srl.

Enti potenzialmente coinvolgibili 
  • Associazioni di categoria;
  • Consorzi di Bonifica;
  • Aziende agricole interessate alla gestione sostenibile del suolo e dell’acqua.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Living Lab “Acqua-FVG”

Il Living Lab “Acqua-FVG” rappresenta una declinazione territoriale regionale del Living Lab di Spoke “Water, Carbon and their nexus”, contribuendo alla validazione e diffusione delle metodologie sviluppate nello Spoke 4 attraverso una rete di aziende con sperimentazione on-farm e attività dimostrative.

Il Living Lab “Acqua-FVG” (Spoke 4), inserito nella cornice territoriale “Acqua–Friuli Venezia Giulia”, è un Living Lab territoriale basato su sperimentazione on-farm (OFE) e attività dimostrative, finalizzato allo sviluppo e alla diffusione di pratiche innovative per la gestione sostenibile dell’acqua nei sistemi agricoli regionali. Il LL integra aziende agricole, enti di ricerca e istituzioni per supportare decisioni irrigue basate su dati e rafforzare la resilienza delle colture, in particolare del mais.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua in agricoltura in un contesto caratterizzato da crescente variabilità climatica, ridotta disponibilità idrica e aumento dei rischi produttivi, fornendo agli agricoltori strumenti tecnici affidabili e soluzioni validate in condizioni reali.

Metodo di intervento 
  • sperimentazione on-farm presso 4 aziende agricole con ibridi di mais a diversa precocità e tolleranza alla siccità;
  • utilizzo di sensori per il monitoraggio di parametri ambientali, del suolo e delle colture (evapotraspirazione, precipitazioni, salinità, radiazione);
  • produzione di referenze tecniche a supporto delle decisioni irrigue;
  • attività dimostrative e open days per la condivisione dei risultati;
  • coinvolgimento diretto degli agricoltori nei processi di co-creazione delle soluzioni;
  • collaborazione tra aziende, enti regionali e università.
Risultati ed output 
  • validazione di pratiche innovative per la gestione dell’acqua;
  • miglioramento delle competenze tecniche degli agricoltori;
  • disponibilità di dati e referenze tecniche territoriali;
  • rafforzamento del dialogo tra agricoltori, ricerca e istituzioni;
  • diffusione di soluzioni operative per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altri contesti agricoli della regione Friuli-Venezia Giulia e in territori con analoghe criticità idriche. L’approccio Living Lab e OFE è applicabile a programmi di gestione sostenibile dell’acqua, agricoltura di precisione e adattamento climatico a scala regionale e nazionale.

Enti coinvolti 

Quattro aziende agricole con sperimentazione on-farm (OFE);

un’azienda sperimentale; ERSA – Friuli-Venezia Giulia;

Università degli Studi di Udine (UNIUD).

Enti potenzialmente coinvolgibili 

Regione Friuli-Venezia Giulia; Consorzi di Bonifica; aziende produttrici di materiali e impianti irrigui; aziende di servizi per l’agricoltura di precisione; ulteriori aziende agricole.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Cover Crops per il Carbonio del Suolo in Frutteti e Vigneti dell'Alto Adige

I Living Labs “Cover Crops per il Carbonio del Suolo in Frutteti e Vigneti dell’Alto Adige” (Spoke 4) costituiscono una piattaforma di sperimentazione territoriale orientata all’incremento del carbonio organico del suolo e alla gestione sostenibile dei sistemi frutticoli e viticoli. Il Living Lab integra ricerca accademica e aziende agricole per testare miscele innovative di cover crops in contesti reali, rafforzando la resilienza climatica e la sostenibilità ambientale dell’agricoltura altoatesina.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di migliorare la qualità e la funzionalità dei suoli agricoli in frutteti e vigneti, aumentando il contenuto di carbonio organico, la fertilità e la biodiversità microbica, riducendo al contempo le emissioni di carbonio e la dipendenza da input agrochimici in un contesto di cambiamento climatico.

Metodo di intervento 
  • sperimentazione in campo di miscele innovative di cover crops in frutteti di melo e vigneti;
  • sviluppo e test di miscele locali adattate (“Hühnerauslauf” – 8 specie; “Südtirolmischung” – 15 specie);
  • valutazione degli effetti su carbonio organico del suolo, fertilità, struttura e biodiversità microbica;
  • approccio Living Lab basato su co-creazione e sperimentazione in contesti reali;
  • coinvolgimento attivo di agricoltori, consulenti e ricercatori;
  • integrazione dei principi del nesso carbonio–acqua–energia.
Risultati ed output 
  • validazione di miscele di cover crops efficaci per l’accumulo di carbonio nel suolo;
  • miglioramento delle proprietà chimiche, fisiche e biologiche del suolo;
  • riduzione potenziale dell’uso di input agrochimici;
  • produzione di evidenze operative per la gestione sostenibile di frutteti e vigneti;
  • rafforzamento delle competenze tecniche degli agricoltori coinvolti.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altri contesti frutticoli e viticoli alpini e non alpini. L’approccio è applicabile a programmi di carbon farming, agroecologia, adattamento climatico e gestione sostenibile del suolo a scala regionale, nazionale ed europea.

Enti coinvolti 
  • Libera Università di Bolzano (Unibz);
  • Consorzio di Agricoltori.
Enti potenzialmente coinvolgibili 

Startup e aziende del settore agroecologico e sementiero; altri agricoltori e gestori di frutteti e vigneti dell’Alto Adige; ricercatori e studenti; aziende agricole impegnate nella transizione ecologica; comunità locali interessate alla tutela del paesaggio e alla riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Smart-climate and resilient agriculture and forestry: from sustainable products to the bioeconomy - WP 4.2

Il Living Lab CN Agritech – WP 4.2 “Smart-climate and resilient agriculture and forestry: from sustainable products to the bioeconomy” (Spoke 4) è un Living Lab tematico orientato alla valutazione integrata della sostenibilità e dell’adattamento climatico dei sistemi agricoli e forestali. Il Living Lab opera attraverso la raccolta e l’analisi sistematica di dati multi-anno in aziende agricole rappresentative, con l’obiettivo di sviluppare indicatori utili a massimizzare la multifunzionalità dei sistemi produttivi.

Fabbisogno affrontato 

Necessità di disporre di indicatori affidabili e basati su dati reali per valutare l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’efficienza nell’uso delle risorse e gli impatti ambientali dei sistemi agricoli e forestali, a supporto di decisioni aziendali e politiche orientate alla sostenibilità.

Metodo di intervento 
  • raccolta e analisi di dati su base biennale in aziende agricole del Living Lab;
  • monitoraggio dell’efficienza nell’uso dell’acqua;
  • valutazione dell’impronta di carbonio (carbon footprint);
  • analisi del bilancio dei nutrienti;
  • valutazione dell’occupazione del suolo (land occupation) in diversi sistemi colturali;
  • sperimentazioni specifiche in aziende zootecniche, risicole e castanicole;
  • utilizzo di sensori e rilievi in campo per la raccolta dei dati;
  • confronto di pratiche di gestione sostenibile, incluse alternative alla bruciatura dei residui colturali.
Risultati ed output 
  • sviluppo di indicatori di adattamento al cambiamento climatico;
  • valutazione comparativa della sostenibilità ambientale di diversi sistemi colturali e forestali;
  • miglioramento delle conoscenze su efficienza idrica, carbon footprint e uso del suolo;
  • produzione di evidenze tecniche a supporto della bioeconomia e della gestione sostenibile;
  • supporto a strategie decisionali per aziende agricole e decisori pubblici.
Scalabilità e ambito potenziale 

Il modello è replicabile in altri contesti agricoli e forestali e applicabile a programmi di ricerca, politiche agricole e strategie di bioeconomia a scala regionale, nazionale ed europea. Gli indicatori sviluppati sono trasferibili a differenti sistemi produttivi e territori.

Enti coinvolti 

Università degli Studi di Torino;

aziende agricole rappresentative di cerealicoltura, zootecnia e castanicoltura.

Enti potenzialmente coinvolgibili 

Aziende agricole; decisori politici; enti di assistenza tecnica; associazioni di categoria.

Parole chiave: 

Azienda zootecnica da latte, Risicoltura, Castanicoltura, Impatti ambientali, Carbon footprint, Sostenibilità ambientale, Consumo di acqua.

Utilizzo di cover crops a base di leguminose per la gestione sostenibile del suolo in oliveto

La sperimentazione mira a valutare l’efficacia di cover crops a base di leguminose autoctone per la gestione sostenibile degli oliveti multifunzionali in contesti mediterranei asciutti. Il progetto confronta pratiche innovative con tecniche tradizionali di gestione del suolo, monitorando suolo, componente erbacea e arborea, con particolare attenzione a qualità del suolo, biodiversità e produttività olivicola.

Fabbisogno affrontato 
  • Monitoraggio suolo, acqua e biomassa (strumentazione e analisi chimico-fisiche e biologiche);
  • Fornitura di semi autoctoni di leguminose annuali auto-riseminanti e miscugli commerciali;
  • Personale tecnico per implementazione e raccolta dati;
  • Supporto analitico per biodiversità microbica e fungina.
Metodo di intervento:

Confronto tra quattro trattamenti nel suolo dell’oliveto:

  1. Cover crop innovativa a base di leguminose autoctone;
  2. Cover crop con miscuglio commerciale;
  3. Inerbimento spontaneo;
  4. Lavorazione periodica del suolo.
Monitoraggio: 
  • Scambi gassosi e contenuto idrico del suolo;
  • Biomassa prodotta dalle specie erbacee;
  • Biodiversità microbica e fungina;
  • Competizione per l’acqua con gli ulivi e impatto sulla produzione olivicola.
Risultati ed output attesi: 
  • Linee guida per la gestione sostenibile del suolo in oliveti mediterranei;
  • Valutazione comparativa dell’efficacia di cover crops autoctone vs commerciali e pratiche tradizionali;
  • Dati sulla qualità del suolo, biomassa erbacea e biodiversità;
  • Raccomandazioni per ridurre input agricoli e incrementare resilienza degli oliveti;
  • Pubblicazioni scientifiche e materiali divulgativi per olivicoltori e tecnici.
Scalabilità e ambito potenziale: 
  • Applicabile a oliveti mediterranei in contesti regionali e nazionali;
  • Potenziale integrazione con cooperative e consorzi olivicoli per estendere le pratiche sostenibili;
  • Possibile estensione ad altri frutteti e sistemi agricoli multifunzionali.
Enti coinvolti: 
  • CNR
  • Azienda agricola Ettore Martometti
Enti potenzialmente coinvolgibili: 
  • Aziende olivicole e cooperative olearie regionali e nazionali;
  • Enti di assistenza tecnica in agricoltura;
  • Liberi professionisti agronomi e tecnici del settore;
  • Università o centri di ricerca con focus su agricoltura sostenibile e agro-ecosistemi mediterranei.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

LIVING LAB CNR sul controllo sostenibile delle infestanti: dove ricerca scientifica e pratica agricola si incontrano

All’interno dello Spoke, l’Unità di ricerca di Legnaro (PD) dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (IPSP) del CNR ha creato una serie di Living Lab per promuovere l’innovazione e la sostenibilità nel campo del controllo delle infestanti.

Il Living Lab ha coinvolto agricoltori, tecnici e imprese in un percorso di co-progettazione, sperimentando soluzioni innovative direttamente in campo per ottimizzare l’uso di erbicidi riducendo l’impatto ambientale, pur mantenendone l’efficacia

Tra le attività principali, sono stati implementati tre OFE (On-farm Experiments), esperimenti su larga scala in contesti reali co-sviluppate con gli agricoltori sulla base delle caratteristiche delle specifiche aziende e dei loro obiettivi: analisi rapida della resistenza agli erbicidi per fornire indicazioni immediate agli agricoltori; colture di copertura per ridurre le infestanti e migliorare la fertilità del suolo; diserbo di precisione per diminuire l’uso di erbicidi mantenendo efficacia e resa produttiva.

Durante il progetto sono stati organizzati Open Day con sessioni teoriche e dimostrazioni pratiche, favorendo il dialogo e la diffusione delle innovazioni. Questo approccio partecipativo ha permesso non solo di testare soluzioni innovative in campo, ma anche di creare una rete di collaborazione capace di diffondere il messaggio che la partecipazione attiva è fondamentale per promuovere progresso e sostenibilità in agricoltura.

Di seguito un video divulgativo che è stato creato per descrivere le attività svolte all’interno di questi Living Lab.

Diagnosi precoce e gestione di Amaranthus spp. in soia

Il progetto integra la diagnostica precoce della resistenza agli erbicidi in campo con strategie di gestione sostenibile delle infestanti in aziende agricole pilota. L’obiettivo è ridurre l’uso di erbicidi, contenere la pressione di selezione sulle infestanti resistenti e preservare il contenuto di carbonio nel suolo, minimizzando al contempo l’impatto ambientale sull’acqua e garantendo una gestione a lungo termine della seed bank di Amaranthus spp..

Fabbisogno affrontato 
  • Kit diagnostici per la rilevazione rapida della resistenza agli erbicidi (tecnologia LAMP);
  • Attrezzature per interventi di controllo chimico e non chimico delle infestanti;
  • Barra umettante per il trattamento mirato delle piante emerse sopra la coltura;
  • Personale tecnico per rilievi in campo, analisi diagnostiche e gestione interventi;
  • Supporto per raccolta e analisi dei dati di resa e infestanti.
Metodo di intervento: 
  • Diagnosi precoce della resistenza agli inibitori dell’ALS tramite tecnologia LAMP in campo;
  • Implementazione di strategie di controllo chimico e non chimico delle infestanti;
  • Gestione mirata delle piante non controllate tramite barra umettante per prevenire la disseminazione;
  • Monitoraggio della densità e distribuzione di Amaranthus spp. e della resa della coltura;
  • Pianificazione delle strategie aziendali sulla base dei risultati diagnostici.
Risultati ed output attesi: 
  • Identificazione rapida delle infestanti resistenti in campo;
  • Migliore gestione delle infestanti e riduzione della disseminazione della seed bank;
  • Linee guida per strategie integrate di controllo delle infestanti in soia;
  • Dati sull’impatto delle strategie di gestione su resa e salute del suolo;
  • Possibili protocolli replicabili in altre aziende e colture.
Scalabilità e ambito potenziale:
  • Applicabile a soia e altre colture suscettibili a Amaranthus spp.;
  • Possibile estensione a nuove aziende e aree coltivate a livello regionale e nazionale;
  • Integrazione con produttori di kit diagnostici per sviluppo commerciale;
  • Sviluppo di protocolli replicabili per gestione sostenibile delle infestanti resistenti.
Enti coinvolti: 

CNR

Enti potenzialmente coinvolgibili: 
  • Aziende produttrici di kit per diagnosi precoce della resistenza agli erbicidi;
  • Agricoltori e cooperative agricole;
  • Enti di assistenza tecnica e consulenti agronomi;
  • Università e centri di ricerca in agronomia e protezione delle colture.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Schema riassuntivo dell’attività di diagnostica della resistenza agli inibitori dell’ALS per quattro specie di Amaranthus tramite LAMP
Barra umettante in campo di soia utilizzata per il controllo della disseminazione delle piante di Amaranthus sfuggite ai metodi di controllo usati in precedenza. Risultato del trattamento su una pianta di Amaranthus 48 h dopo il trattamento con la barra.

COVER CROP in agricoltura - opportunità e gestione

Nel Living Lab tre aziende agricole pilota hanno adottato le cover crop con un approccio partecipativo, adattando specie e gestione alle specifiche esigenze aziendali. Le prove hanno privilegiato strategie a basso o nullo uso di erbicidi, basate su corretti tempi di semina e terminazioni meccaniche innovative. Sono stati effettuati rilievi su infestanti, suolo (macronutrienti e struttura), rese delle colture successive e installati sensori di umidità e temperatura per valutare i benefici agronomici e supportare la gestione irrigua, con particolare attenzione alla conservazione del carbonio nel suolo e alla riduzione dell’impatto ambientale sull’acqua.

Fabbisogno affrontato 
  • Semenze di cover crop adatte alle diverse aziende e condizioni locali;
  • Macchine per semina e terminazione meccanica delle cover crop;
  • Sensori per monitoraggio temperatura e umidità del suolo;
  • Personale tecnico per rilievi infestanti, analisi suolo e valutazione rese;
  • Supporto analitico per la valutazione del contenuto di nutrienti e struttura del terreno.
Metodo di intervento: 
  • Coinvolgimento di tre aziende agricole pilota con approccio partecipativo;
  • Scelta e gestione della cover crop adattata alle esigenze aziendali;
  • Minimizzazione o eliminazione dell’uso di erbicidi tramite gestione dei tempi di semina e terminazioni meccaniche innovative;
  • Rilievi su infestanti prima, durante e dopo la terminazione;
  • Analisi del suolo per contenuto di nutrienti e struttura;
  • Valutazione delle rese delle colture successive alla cover crop;
  • Installazione di sensori per monitoraggio temperatura e umidità.
Risultati ed output attesi: 
  • Linee guida per la gestione sostenibile delle cover crop e delle infestanti;
  • Dati sull’impatto delle cover crop su infestanti, umidità del suolo, nutrienti e rese delle colture;
  • Riduzione dell’uso di erbicidi e miglioramento della salute del suolo;
  • Materiali divulgativi e incontri partecipativi con agricoltori e tecnici;
  • Open day e visite guidate presso le aziende pilota per la disseminazione dei risultati. A febbraio 2025 si è svolto un open day con visita in campo e condivisione delle esperienze, coinvolgendo oltre 40 tra agricoltori e tecnici.
Scalabilità e ambito potenziale: 

Applicabile a diverse colture agricole e contesti aziendali a livello regionale e nazionale e possibile estensione a nuove aziende e aree aziendali. Integrazione con produttori di macchine agricole e sementiere per innovazioni tecniche;

  • È in corso il secondo anno di sperimentazione, con continuità dei campi in un’azienda e ampliamento ad altre aree nelle altre due.
Enti coinvolti: 

CNR; Agrin

Enti potenzialmente coinvolgibili: 
  • Aziende sementiere
  • Produttori di macchine agricole adattabili alla gestione delle cover crop
  • Agricoltori e cooperative agricole
  • Enti di assistenza tecnica e consulenti agronomi

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Le quattro diverse cover crop installate in una delle aziende che fanno parte del LL nell’estate del 2024.
Seminatrice e roller-crimper (rullo per la terminazione meccanica) utilizzati nelle prove di cover crop del LL.
Posa dei sensori di temperatura e umidità del suolo, centralina che raccoglie i dati in wifi dai sensori e dettaglio di uno dei sensori installati nelle diverse tesi dei tre siti dove sono state implementate le cover crop.

Diserbo localizzato per un uso sostenibile degli erbicidi in mais - Regione Veneto

Nel Living Lab sono state condotte prove di diserbo localizzato in mais per ridurre del 50% e 70% la superficie trattata con erbicidi, integrando il controllo chimico con sarchiatura meccanica sulla fila. Le prove, realizzate per due anni in collaborazione con l’azienda Ca’ Corniani di Genagricola 1851 (Caorle, VE), hanno previsto il monitoraggio qualitativo e quantitativo delle infestanti e la valutazione delle rese del mais, con una gestione condivisa e adattata alle esigenze aziendali. L’approccio mira a ridurre la pressione selettiva sulle infestanti resistenti, tutelare il carbonio del suolo e limitare l’impatto ambientale sull’acqua, mantenendo rese ottimali.

Fabbisogno affrontato 
  • Strumenti per il diserbo localizzato (applicatori e sistemi di riduzione del 50% e 70% della superficie trattata);
  • Attrezzature per diserbo meccanico sulla fila (sarchiatura);
  • Personale tecnico per monitoraggio infestanti e raccolta dati di resa;
  • Supporto per analisi qualitative e quantitative delle malerbe;
  • Organizzazione di eventi divulgativi per agricoltori e tecnici.
Metodo di intervento: 
  • Implementazione di prove di diserbo localizzato con riduzione del terreno trattato del 50% e 70%;
  • Integrazione del controllo infestanti con diserbo meccanico sulle file di mais;
  • Monitoraggio delle infestanti (quantitativo e qualitativo) e registrazione della resa del mais;
  • Gestione delle prove in collaborazione con l’azienda ospitante Ca’ Corniani di Genagricola1851 (Caorle, VE) per due anni;
  • Organizzazione di Open Day e momenti di divulgazione sulle buone pratiche e tecniche innovative.
Risultati ed output attesi: 
  • Valutazione dell’efficacia del diserbo localizzato sul controllo delle infestanti e sulla resa del mais;
  • Riduzione dell’uso di erbicidi e miglioramento della sostenibilità ambientale;
  • Linee guida e protocolli replicabili per aziende agricole;
  • Diffusione delle pratiche tramite eventi formativi e open day (maggio 2025 è stato organizzato un Open Day per diffondere la tecnica e illustrarne i benefici economici);
  • Potenziale integrazione futura con strumenti innovativi di diserbo localizzato.
Scalabilità e ambito potenziale: 
  • Applicabile a mais e altre colture con gestione a fila;
  • Possibile estensione a nuove aziende e territori regionali e nazionali;
  • Collaborazione con produttori e distributori di strumenti per diserbo localizzato;
  • Miglioramento delle pratiche sostenibili in agricoltura intensiva e riduzione dell’impatto ambientale.
Enti coinvolti 

CNR, Agrin, Regione Veneto

Enti potenzialmente coinvolgibili: 
  • Aziende produttrici e/o commercializzatici di strumenti per diserbo localizzato;
  • Agricoltori e cooperative agricole;
  • Enti di assistenza tecnica e consulenti agronomi;
  • Università e centri di ricerca in agronomia e protezione delle colture.

Parole chiave per immagini di repertorio: Diserbo localizzato, mais, agricoltura sostenibile, macchine agricole, sarchiatura, monitoraggio infestanti, open day agricolo.

Allegati: Immagini di sito/attività realizzate durante le sperimentazioni

Seminatrice con possibilità di diserbo sulla banda utilizzata per le semine del mais nel LL.
Dettaglio dove si vede il controllo delle infestanti nei dintorni delle piante di mais e le infestanti cresciute solo nell’interfila dove non competono con la coltura. A destra l’attività di rilievo quali- quantitativo delle infestanti cresciute.
Schema che descrive le strategie a confronto e dettaglio del risultato dei due tipi di trattamento a tre settimane dalla semina con trattamento in pre-emergenza. La sarchiatura è stata eseguita a circa 4 settimane dalla semina.

TITOLO
LIVING LAB

TIPO / LIVELLO

OBIETTIVI
PRINCIPALI

COLL. CON
SPOKE 4

COVER CROPS IN OLIVETO

Aziendale

Gestione sostenibile del suolo, riduzione input, aumento biodiversità

Supporta Podere Fiorentina (suolo-carbonio) con dati su qualità suolo e accumulo C

COVER CROP IN AGRICOLTURA: OPPORTUNITÀ E GESTIONE

Aziendale

Gestione infestanti, riduzione erbicidi, conservazione C, riduzione impatto acqua

Alimenta Podere Fiorentina e metodologie trasferibili ad altre colture irrigue

DIAGNOSI PRECOCE AMARANTHUS SPP. IN SOIA

Aziendale

Identificazione rapida infestanti resistenti, gestione sostenibile della seed bank

Collega dati aziendali ad Acqua-FVG (rete OFE territoriale)

DISERBO LOCALIZZATO IN MAIS

Aziendale

Riduzione superficie trattata con erbicidi, controllo infestanti integrato

Collega Cestaro – Acqua Veneto (aziendale / OFE mais), riduzione contaminazione acqua e tutela C

LIVING LAB CESTARO – ACQUA VENETO

Aziendale / OFE mais

Monitoraggio acqua e gestione infestanti nel mais

Riceve dati da CN Agritech su diserbo localizzato e uso erbicidi

LIVING LAB LA FAGIANA – ACQUA VENETO

Aziendale / OFE riso

Monitoraggio acqua e gestione infestanti nel riso

Riceve metodologie trasferibili da cover crop e gestione infestanti CN Agritech

LIVING LAB PODERE FIORENTINA

Aziendale / suolo-carbonio

Monitoraggio suolo e accumulo carbonio, sostenibilità pratiche agricole

Alimentato da dati CN Agritech su cover crop in oliveto e in agricoltura

LIVING LAB ACQUA-FVG

Territoriale / rete OFE

Integrazione dati aziende per gestione idrica e suolo a scala territoriale

Riceve dati da CN Agritech su infestanti resistenti, cover crop e gestione acqua

LIVING LAB ESPERIMENTI SOIA/COVER CROP 2° ANNO

Aziendale

Consolidamento prove, valutazione resa e umidità suolo

Supporta Podere Fiorentina e Acqua-FVG con dati multi-anno

LIVING LAB ESPERIMENTI MAIS 2° ANNO

Aziendale

Consolidamento prove diserbo localizzato, valutazione resa e diffusione pratica

Supporta Cestaro – Acqua Veneto e Acqua-FVG, replicabilità tecnica e ambientale